giovedì 25 maggio 2017

Vespa: niente tetto al mio compenso. In Rai scoppia il caso “Porta a porta”

Vespa: niente tetto al mio compenso.

In Rai scoppia il caso “Porta a porta”


.... Lui non è dipendente, ha un contratto artistico ma essendo un giornalista potrebbe subire la regola che vale per i giornalisti anche esterni all’azienda. E allora il conduttore di Porta a Porta ha scritto alla presidente Maggioni e al Cda di viale Mazzini per esprimere la sua indignazione, rivendicando un trattamento economico da uomo di spettacolo. ....





da La Stampa:


http://www.lastampa.it/2017/05/25/italia/politica/vespa-niente-tetto-al-mio-compenso-in-rai-scoppia-il-caso-porta-a-porta-38ZggP5LOax6SVDapoai8I/pagina.html

venerdì 21 aprile 2017




Il governo scrive alla Rai: “Niente tetto di 240 mila euro agli stipendi degli artisti”

 

Te pareva! .......

 
 
http://www.lastampa.it/2017/04/21/economia/il-governo-scrive-alla-rai-niente-tetto-di-mila-euro-agli-stipendi-degli-artisti-ON5ijSfD6lPlQgZSB0YkkJ/pagina.html
 

venerdì 17 giugno 2016

1 settimana al mare senza tivú!




Disintossicati i bambini ed i genitori,
Incredibile ma vero!
Dopo una settimana di mare (ed è stato pure brutto tempo) senza tivú,  mi sento rinato,  ed anche i miei 2 bambini.
Non si sono mai lamentati se non il primo giorno.
Ma poi,  abbiamo fatto un sacco di cose alternative, come il minigolf,  passeggiate,  gelati,  biciclettate......
Consigliatissimo a tutte le famiglie!

venerdì 30 ottobre 2015

Varoufakis, 24mila euro per l'ospitata da Fazio

Varoufakis, 24mila euro per l'ospitata da Fazio

da REPUBBLICA.it 30/10/2015
 
L'ex ministro delle Finanze ellenico si difende dalle ricostruzioni dei giornali anglosassoni e pubblica l'elenco degli appuntamenti pubblici ai quali ha partecipato. Nelle vesti di accademico si è prodotto quasi sempre gratis. L'intervento a Che Tempo Che Fa inserito nella lista 'commerciale' con una presentazione a Singapore da 28.800 euro
MILANO - Che tempo che fa, la trasmissione di Rai3 condotta da Fabio Fazio, ha pagato 24 mila euro netti (più viaggio in prima classe) a Yanis Varoufakis per la sua partecipazione alla puntata del 27 settembre scorso. La fonte? Lo stesso ex ministro delle Finanze greco che in un lungo post ha risposto alle accuse di alcuni media inglesi e britannici sui suoi compensi per incontri e convegni ("prende 55mila euro a volta, pagati attraverso un'agenzia in Oman", la tesi) presentando la nota spese di tutti gli appuntamenti pubblici cui ha partecipato dopo le dimissioni di luglio: la grandissima parte partecipati a titolo gratuito, viaggio compreso, tra cui uno alla Bbc e uno alla Bocconi di Milano. Alcuni saldati solo con il rimborso dei costi del volo, quasi sempre in economica tra cui l'intervento al Forum Ambrosetti (trasferta in business a carico dell'organizzazione). Due invece sono inseriti in un'apposita lista B, definita eventi "commerciali", "programmati per mantenere la mia indipendenza da interessi equivoci", scrive Varoufakis: quella a Rai3, appunto, più uno per una presentazione a Singapore, pagata 28.800 euro più viaggio in business.

Nel lungo blog in cui rendiconta tutte le sue apparizioni pubbliche, l'ex ministro accusa i media ellenici vicini alla Troika "impegnati da tempo in una campagna di diffamazione" di aver cercato di sabotare con le accuse di maxi-compensi il suo sforzo di trasferire nel cuore dell'Europa la primavera ateniese di inizio 2015. "Ho fatto più di 20 apparizioni in ogni angolo del continente, in molti casi senza prendere un euro, in alcuni solo simbolici rimborsi spese. Il rapporto tra quelle non remunerate e quelle remunerate, che facevo anche da accademico, è di 12 a 1. E gli attacchi mediatici sono un regalo che mi consente di lanciare da subito una campagna dal nome "Transparency everywhere" destinata a chiedere a tutte le istituzioni europee di rendere più chiari possibili i loro bilanci e le loro spese".
 
Segue, per dare il buon esempio, un dettagliato elenco delle sue. Dalla Francia alla National gallery di Londra fino al festival di Le Monde a Parigi. Nell'elenco alla voce eventi remunerati ci sono mille euro di compenso ("su insistenza degli organizzatori") per un intervento alla Biennale di Mosca sul tema "Perché gli artisti devono fare paura a chi ha potere", 500 euro per un appuntamento a Berlino, 1.700 per un dibattito di grande successo a Barcellona su
invito del nuovo sindaco Ada Colau. Quella a Rai3 non dovrebbe essere l'unica comparsata di Varoufakis sulle tv pubbliche tricolori. L'ex ministro dovrebbe partecipare anche alla trasmissione di Rai2 Next in un'apposita rubrica dal titolo "Il bello dell'economia".

http://www.repubblica.it/economia/2015/10/28/news/varoufakis_discorsi_che_tempo_che_fa-126068027/

mercoledì 9 settembre 2015

I Casamonica ospiti di Vespa a “Porta a porta”.

I Casamonica ospiti di Vespa a “Porta a porta”. 

Scoppia la polemica. Marino: “Paradossale”

Orfini: “Grave errore”. Il Pd: è un oltraggio. Protestano M5S e Sel. Grillo: servizio pubblico paramafioso. Il vicesindaco di Roma attacca: «Adesso la Rai si scusi con i cittadini»

http://www.lastampa.it/2015/09/09/italia/cronache/i-casamonica-ospiti-di-vespa-a-porta-a-porta-scoppia-la-polemica-il-pd-oltraggio-a-roma-INclVZS0ydKEAw20zaaLoO/pagina.html

giovedì 7 maggio 2015

Spegnere la Tivù ed i Wifi (per gli Smartphone)

Proprio ieri sera stavo facendo considerazioni con mia moglie di tutti questi cellulari e tivù accese......durante la cena!
Sarò all'antica ma.....
Questa potrebbe essere una buona soluzione...... da comprare subito!

Macina Pepe che spegne la Tivù (ed i wifi)

Pepper Hacker: ecco il macinapepe che spegne TV e disattiva WiFi

Se la conversazione durante i pranzi e le cene è spesso interrotta da un messaggio su WhatsApp o da una notizia del telegiornale che stanno trasmettendo in TV, questa potrebbe essere la soluzione per chi non sopporta la tecnologia a tavola.

Dolmio ha infatti lanciato un bizzarro macinapepe in grado di disattivare immediatamente la rete WiFi e di spegnere i televisori nei paraggi. Si chiama Pepper Hacker ed è già disponibile in Australia, un paese dove secondo recenti studi in famiglia si possiedono circa una dozzina dei dispositivi elettronici.

Di seguito riportiamo un video che mostra il funzionamento del macinapepe.

Come spegnere la tivù con il Macinapepe.....

E allora, non fate arrabbiare la mamma (o il MARITO)! Quando vi dice di togliere di mezzo il cellulare, ascoltatela.

mercoledì 18 febbraio 2015

dieci_ragioni_per_spegnere_la_tua_tv


da http://www.centrosangiorgio.com/
Se tu spegnessi la televisione avresti, approssimativamente, quattro ore in più di tempo utile al giorno. Immagina se in questo lasso di tempo tu potessi allenare il tuo cervello e sviluppare solide relazioni. Non solo aggiungeresti anni alla tua vita, ma quest'ultima potrebbe diventare più interessante, energica e divertente. Dunque, dai uno scossone alla tua vita e prova a non guardare la tivù per una settimana. All'inizio la cosa ti sembrerà strana e ti sentirai a disagio, ma presto ti abituerai e sarai contento di poter disporre di questo tempo extra.

............

1. La televisione mangia il tuo tempo


2. La televisione ti rende stressato


3. La televisione facilita il sovrappeso


4. La televisione ti rende poco interessante


5. La televisione rovina le tue relazioni familiari


6. La televisione non è rilassante


7. La televisione ti fà perdere delle opportunità


8. La televisione crea dipendenza


9. La televisione ti spinge ad acquistare


10. La televisione costa

giovedì 17 ottobre 2013

Brunetta torna ad attaccare Fazio: "5,4 mln per 3 ore e mezzo alla settimana?"


da Affari Italiani, il primo quotidiano Online:

http://www.affaritaliani.it/coffeebreak/brunetta-torna-ad-attaccare-fazio-141013.html

"E' vero che Fabio Fazio guadagnera' 5,4 milioni in 3 anni per 3 ore e mezzo di trasmissione alla settimana per 8 mesi l'anno?", scrive su Twitter Renato Brunetta. Dopo il breve ma intenso faccia a faccia in studio, l'esponente Pdl non molla sull'entita' dell'ingaggio di Fabio Fazio e annuncia di aver presentato un'interrogazione al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, "per sapere se le indiscrezioni sul rinnovo del contratto del conduttore Fabio Fazio corrispondano al vero". Il presidente dei deputati Pdl chiede in particolare "per quale motivo il direttore generale della Rai abbia ritenuto di discutere in Consiglio di amministrazione, con largo anticipo, il rinnovo di un contratto cosi' oneroso e soprattutto non in scadenza, e se il presidente e il direttore generale non ritengano opportuno chiarire la tipologia del nuovo contratto in esclusiva che lega Fabio Fazio alla Rai, che sarebbe in questi giorni alla firma della presidente Tarantola, e rendere noto, ufficialmente, l'ammontare del compenso triennale previsto per il conduttore genovese".
renato brunetta 02
"Il conduttore genovese", scrive Brunetta, "ha un contratto triennale con la Rai, con scadenza il 31 giugno 2014, che prevede un compenso di 2 milioni di euro annui. Nelle scorse settimane il direttore di Rai Uno, Giancarlo Leone, ha ufficialmente confermato Fabio Fazio e Luciana Littizzetto per la conduzione dell'edizione 2014 del Festival di Sanremo che, come consuetudine, andra' in onda nel prossimo mese di febbraio. Nella seduta del Consiglio di amministrazione della Rai dello scorso 1 agosto il direttore generale, Luigi Gubitosi, ha presentato un'informativa sul rinnovo triennale del contratto di Fabio Fazio dal 2014 al 2017. Il contratto, che prevede anche la conduzione di 'Che Tempo Che Fa', stabilirebbe una decurtazione del compenso del 10% rispetto al precedente accordo: da 2 milioni euro a 1.800.000 euro l'anno; tra l'altro, il nuovo contratto triennale che legherebbe Fabio Fazio alla Rai fino al giugno 2017, con un compenso per tre anni pari a 5 milioni e 400 mila euro, sarebbe proprio in questi giorni alla firma della presidente, Anna Maria Tarantola". L'esponente Pdl ritiene allora "quanto meno anomalo che il direttore generale Gubitosi proponga di discutere in Consiglio di amministrazione il rinnovo di un contratto che non e' in scadenza, ma che giungera' a termine addirittura a giugno del prossimo anno. Secondo notizie pubblicate dai principali organi di stampa, lo stesso Fabio Fazio - afferma ancora Brunetta - avrebbe imposto un rinnovo anticipato del contratto garantendosi una vera e propria blindatura e subordinando ad esso la conduzione del prossimo Sanremo. L'eventuale conferma di questa circostanza, si configurerebbe come una gravissima forzatura del conduttore nei confronti della Rai, poiche' Fabio Fazio risulta gia' legato contrattualmente alla Rai fino al giugno 2014, cioe' ben oltre il periodo di messa in onda della prossima edizione del Festival di Sanremo".
Rai/ Istanza Codacons a Corte conti-Agenzia Entrate compenso Fazio - Nella nota si dice anche che "quanto dichiarato da Fazio ieri e' assolutamente assurdo e falso, nessuno puo' impedire per contratto di rendere pubblici i compensi, soprattutto se chi riceve il cachet decide di dare comunicazione di quanto percepito. Inoltre, la segretezza di cui ieri ha parlato Fazio viene cancellata di netto dal Fisco, dal momento che le denunce dei redditi sono pubbliche", riferimento di Codacons e Associazione utenti radiotelevisivi al conduttore di Rai3 che ieri, nel corso di "Che tempo che fa" con ospite Renato Brunetta, non ha confermato i dati sul suo compenso Rai riferiti dal capogruppo Pdl alla Camera. "Il Dg della Rai Luigi Gubitosi va nella direzione contraria alla trasparenza che l'azienda deve ai cittadini, principali finanziatori attraverso il canone - proseguono Codacons e Associazione utenti radiotelevisivi - Se quindi Gubitosi non e' in grado di garantire tale trasparenza, farebbe meglio a dimettersi".

Post precedente sull'argomento:
5 MILIONI DI EURO? POSSIBILE GUADAGNARE TANTO FACENDO IL CONDUTTORE TELEVISIVO?

altri articoli sull'argomento:
AFFARI ITALIANI:
Fabio Fazio e il Capo della polizia
Stipendi Rai/ A Cappon 600mila euro per non lavorare, a Bruno Vespa 1,2 milioni

CORRIERE DELLA SERA:
Esplora il significato del termine: La polemica Brunetta-Fazio, la Rai e gli stipendi Denunce giuste e moralismi sbagliatiLa polemica Brunetta-Fazio, la Rai e gli stipendi Denunce giuste e moralismi sbagliati

LIBERO QUOTIDIANO:

REPUBBLICA:

AGI.it:

CODACONS:



lunedì 14 ottobre 2013

5 milioni di Euro? possibile guadagnare tanto facendo il conduttore televisivo?

5 milioni di Euro? possibile guadagnare tanto facendo il conduttore televisivo? 


....e per di più di una Tivù di Stato (in crisi)

Fazio, ma davvero hai uno stipendio così alto???


http://video.corriere.it/brunetta-fazio-scontro-stipendi-rai/caa6d7dc-3443-11e3-8576-cc4920727ef2
Scontro verbale tra Fabio Fazio e Renato Brunetta a 'Che tempo che fa'. Il conduttore incalza l'ex ministro sui costi del salvataggio Alitalia, e Brunetta ribatte: "Se ne leggono tante, anche sul suo stipendio di cinque milioni...". "Io però i soldi alla mia azienda li faccio guadagnare", dice il conduttore, raccogliendo l'applauso del pubblico. L'esponente Pdl se la prende allora con la "claque", e batte sulla trasparenza degli stipendi in Rai. "Sono orgoglioso di restituire il 50% del mio stipendio alla collettività e di non avere alcuna denuncia per frode fiscale", replica Fazio, che conclude: "questo programma è pagato interamente dalla pubblicità". (RCD - Corriere Tv)


martedì 16 aprile 2013

Internet danneggia ....chi non ce l’ha


Internet danneggia chi non ce l’ha

Parla Robert Kahn, fra i creatori della Rete, oggi a Torino
ANNA MASERA
TORINO
«Anche i premi Pulitzer sono stati contaminati inesorabilmente da Internet». Robert Kahn, 74 anni, ingegnere informatico newyorkese, di Internet non è solo un pioniere, ne è “padre”: assieme a Vint Cerf inventò nel 1973 i protocolli “Tcp/Ip” (Transmission control protocol/Internet protocol), la tecnologia alla base del funzionamento della comunicazione online. Il prossimo giugno riceverà il primo «Queen Elizabeth Prize for Engineering»: un premio da 1,2 milioni di euro che dividerà assieme a Cerf, Tim Berners Lee, Marc Andreessen e Louis Pouzin, ingegneri «visionari». È arrivato alla fine di Biennale Democrazia a Torino per parlare oggi al congresso informatico Infocom, che si tiene al Lingotto fino al 19 aprile.  

Che cos’è Internet a quarant’anni dalla sua invenzione?  
«È quello che si vuole che sia. L’ho inventata per comunicare».  

La democrazia elettronica è un’utopia?  
«Finchè non è arrivata Internet non era immaginabile quanto quest’invenzione potesse facilitare l’accesso all’informazione da parte della gente; e come per tutte le grandi scoperte e imprese umane, può essere utilizzata a favore o contro l’umanità. Come viene usato questo sistema globale di informazione nella pratica è determinato dalla gente e può essere utilizzato pro o contro la democrazia. Certo che bisogna che si colmi il divario digitale tra chi può accedere alla Rete e chi no: negli Usa si stanno tentando diverse strategie per allargare la partecipazione, aumentare la competizione, rimuovere le barriere. Tutto questo fa parte di un discorso sociale più ampio, che riguarda il superamento delle diseguaglianze economiche. Tutti i Paesi alla fine dovranno prendere le decisioni più sensate per i loro cittadini».  

Qual è la natura della conoscenza nell’era digitale?  
«Internet abilita l’accesso all’informazione sotto forma di servizi. Internet potrebbe sfidare i governi a riconsiderare alcuni specifici nuovi sviluppi che potrebbero non essere adeguatamente affrontati dalle leggi esistenti. Cambierà il copyright, emergeranno sistemi di micropagamenti, si troveranno soluzioni per non dividere i cittadini digitali in serie A e B».  

Che cosa possiamo aspettarci dall’Internet del futuro?  
«I servizi di informazione di base su Internet sono il risultato della potenza dei protocolli e delle procedure che abilitano l’interoperabilità tra le diverse reti, computer, apparecchi e applicazioni di ogni genere. Man mano che sviluppiamo più applicazioni e integriamo più capacità avanzate all’interno di Internet, la sua funzionalità continuerà a espandersi. I servizi esistenti molto probabilmente miglioreranno e si aggiungeranno nuove capacità. Arriveranno modi più efficaci per coinvolgere più parti in discussioni di gruppo e nei processi decisionali, più passaggi dalla simulazione e virtualità alla creazione di eventi e artifatti reali, e ovviamente più utilizzi di applicazioni di tecnologie senza fili di ogni tipo. Il tema dell’identità diventerà sempre più importante, e la maggiore necessità di rivolgersi a Internet per l’accesso all’informazione significherà un accesso a molte più informazioni private di quanto non si volesse permettere al pubblico. Andando avanti, quindi, sarà sempre più delicata la gestione dell’identità. Ma a parte questo, secondo me la forza propulsiva maggiore per lo sviluppo e l’evoluzione di Internet nel futuro si troverà nelle menti creative e innovative dei suoi utenti. Lasciando spazio a un po’ di meravigliosa casualità». 



Articolo:
http://www.lastampa.it/2013/04/16/cultura/internet-danneggia-chi-non-ce-l-ha-E4lQG7NbJXca2OpzkgIJJI/pagina.html

giovedì 13 dicembre 2012

Salviamo il Festival di Sanremo per evitare di cadere nel ridicolo.....

Salviamo il Festival di Sanremo  per evitare di cadere nel ridicolo.....


Bastasse questo...... :-)

da
http://www.corriere.it/spettacoli/12_dicembre_13/salviamo-il-festival-di-sanremo-per-evitare-di-cadere-nel-ridicolo-aldo-grasso_0575fbe4-44f4-11e2-9d6d-6ccc8b2c8831.shtml

L'idea di far slittare la manifestazione canora per non disturbare le elezioni è semplicemente grottesca

Adriano Celentano nella scorsa edizione del Festival di Sanremo (LaPresse)Adriano Celentano nella scorsa edizione del Festival di Sanremo (LaPresse)
Salviamo il Festival di Sanremo, evitiamo di farci ridere dietro
da mezzo mondo e di perdere il senso del ridicolo.
L'idea di far slittare la manifestazione canora per non disturbare le elezioni è semplicemente grottesca.
In attesa che venga definita la data dell'Election day (17-18 oppure 24-25 febbraio), in Rai si sta valutando la possibilità di posticipare l'evento «per assolvere agli obblighi informativi di legge legati alla par condicio». L'assurda proposta è partita da Antonio Verro, consigliere di nomina Pdl, ex dirigente dell'Edilnord. La solfa è sempre la solita: gli show televisivi sono in mano ai professionisti dell'antiberlusconismo (da Luciana Littizzetto a Roberto Benigni) e quindi le elezioni potrebbero essere condizionate da qualche battuta irriguardosa o da una canzone la cui musica potrebbe suggestionare il voto.
Si fa molta difficoltà a pensare, per esempio, che negli Stati Uniti, durante il rush finale per l'elezione del presidente, vengano sospesi i più popolari show per assolvere gli obblighi informativi legati alla famigerata par condicio.
Sanremo è una festa popolare, la sconfitta delle élite culturali, delle minoranze autocompiaciute, di quelli che soffrono di mal di metafora, almeno da quando Ennio Flaiano, posando il suo sguardo sul Festival, ebbe a dire: «Non ho mai visto niente di più anchilosato, rabberciato, futile, vanitoso, lercio e interessato». Sanremo è una grande festa sgangherata e insieme una fiction che ogni anno racconta lo stato di salute del Paese, senza l'ambizione di rispecchiarlo. È una memoria che tutte le volte celebra il suo perpetuarsi. Avere paura del Festival di Sanremo significa avere paura della propria ombra: ombra di un rito fondativo, di una canterina sventatezza nazionale, di una coscienza identitaria. Se, pur fra mille polemiche, Sanremo resiste da più di cinquant'anni, qualcosa significherà pure.
Da cosa verrebbe sostituito Sanremo? Dai comizi dei politici, dalla tetraggine delle tribune elettorali, dai talk, da un tv che converte i convertiti e lascia perplessi i perplessi. In questi ultimi vent'anni le elezioni politiche sono sempre state precedute da questi rituali di grigiore, di parole in libertà, di promesse non mantenute. I risultati si sono visti: camminiamo allegramente sull'orlo del burrone. Proviamo invece a spingere le elezioni nell'alveo di ciò che sappiamo fare meglio: il canta che ti passa. Tanto peggio di così non può andare, magari, nel segno del Festival di Sanremo, andrà meglio.

martedì 27 novembre 2012

Scure Antitrust su yogurt e biscotti Punite le pubblicità ingannevoli


Scure Antitrust su yogurt e biscotti
Punite le pubblicità ingannevoli


 Slogan pubblicitari che confondono il consumatore, fuorviandolo da scelte consapevoli tra i banconi del supermercato. Lo afferma l'Antitrust che ha che ha comminato unasanzione da 340mila euro a Danone, Colussi, Galbusera per pubblicità ingannevole.
 
Uno yogurt prodotto dalla Danone induce all'acquisto i consumatori particolarmente preoccupati della carenza di calcio nella propria dieta alimentare: così, per pratica commerciale scorretta, il Garante della concorrenza ha deciso di comminare al colosso alimentare una sanzione da 180mila euro. La pubblicità del prodotto, si legge nell'ultimo bollettino dell'Autorità,"è in grado di falsare le scelte economiche di una fascia di consumatori sensibili alle tematiche salutistiche, particolarmente attente alle opportunità di risolvere con un alimento, la carenza di calcio paventata".


http://www.repubblica.it/economia/2012/11/26/news/scure_antitrust_su_yogurt_e_biscotti_punite_le_pubblicit_ingannevoli-47487866/

venerdì 16 novembre 2012

Rai, bilancio in profondo rosso nel 2012 perdite verso quota 200 milioni


Rai, bilancio in profondo rosso
nel 2012 perdite verso quota 200 milioni

 La Rai si avvia a chiudere il 2012 con uno sforamento nei conti che si aggira attorno ai 200 milioni di euro.....
 Un trend negativo determinato "principalmente dalla contrazione del fatturato pubblicitario (559 milioni di euro nel periodo considerato), in diminuzione di 114 milioni rispetto al 2011"

MA NON ERA UNA TIVU' PUBBLICA? 
CHE DOVEVA SOSTENERSI CON IL CANONE E NON FARE PUBBLICITA'?

Yahoo: Bilancio Rai 2012: un buco di 200 milioni di euro

martedì 6 novembre 2012

I giovani bocciano la tv: meglio il web

Corriere del Veneto (Corriere della Sera): I giovani bocciano la tv: meglio il web

VENEZIA — A due anni dall’avvento del digitale terrestre la situazione delle televisioni locali è ancora in salita. Il 90% dei veneti guarda le reti nazionali (prima la Rai con il 31,5% di share, seconda Mediaset con il 23%, terza La7 con il 14,5% e quarto Sky, con il 7,5%) e il 51% che si sintonizza anche o solo sulle emittenti private è pubblico adulto, dai 56 anni in su. Soprattutto pensionati e casalinghe, che scelgono le tv della loro regione in media per una o due ore al giorno, dalle 19 in poi. Il 96% predilige i tg, il 32% lo sport, il 31% i talk show e i programmi di informazione politica. Ma i giovani, in particolare gli under 30, bocciano il piccolo schermo con un sonoro 4 in pagella, perchè preferiscono informarsi sul web. Lo rivela la ricerca «Televisione e nuove tecnologie in Veneto», commissionata dal Corecom al Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova, che ha intervistato 677 residenti tra i 18 e 19 anni.
[...]

mercoledì 31 ottobre 2012

Grillo bacchetta il Movimento5Stelle: “Ora smettete di andare ai talk show”

Grillo bacchetta il Movimento5Stelle: “Ora smettete di andare ai talk show” LaStampa.it



Nel blog l’attivista si scaglia contro Salsi, che ieri sera ha partecipato a
Ballarò: «Così perdiamo consensi»
«Il talk show ti uccide, digli di smettere»: sul suo blog Beppe Grillo torna ad attaccare, con un post, i componenti del M5S che vanno ai talk show perché -dice- fanno perdere consenso. Proprio ieri sera una delle elette, Federica Salsi, è stata ospite della trasmissione “Ballarò”. La Salsi appartiene all’area interna cosiddetta “democratica” che fa capo ai due “dissidenti” Giovanni Favia e Federico Pizzarotti. «Lo share del programma aumenta, tutto merito tuo, trattato e esibito come un trofeo, come un alieno - scrive Grillo -, una bestia rara e, contemporaneamente diminuisce il consenso per il Movimento a cui appartieni o dici di appartenere». 
«Chi non conosce nulla del Movimento - aggiunge - e segue il talk show, dopo il morbido e avvolgente abbraccio televisivo al quale ti sei consegnato volontariamente (con volutta’?) opta per il meno peggio e quello non sei mai tu, ma è sempre un altro, quello che sa vendere le sue menzogne (è il suo mestiere), che ha parlato per un’ora mai interrotto da chi gestisce il talk show, quello che nessuno ha mai contraddetto». 

Si tratta infatti, scrive Grillo, del «punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show. L’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol, seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate». «Lì, in una gabbia di un circo, come su un trespolo, muto per ore, povera presenza rituale di cui si vuole solo lo scalpo, macellato come un agnello masochista, rispondi per i quattro minuti che ti sono concessi a domande preconfezionate poste da manichini al servizio dei partiti». E Grillo attacca duramente «Attoniti, gli attivisti, vedono i voti guadagnati con fatica nei banchetti nei fine settimana volare nel vento, fluire in un secchio bucato, e pensano ai mille video caricati sulla Rete, alle dirette streaming tenute in piedi a forza di volontà per mancanza di connessione, conoscono sulla loro pelle la difficoltà di spiegare a persone ormai deluse e incredule che il Movimento 5 Stelle è altro dai partiti, che non prende rimborsi elettorali, che taglia gli stipendi degli eletti, che non partecipa alle elezioni provinciali per coerenza, che vuole il rispetto dell’esito dei referendum, eccetera, eccetera. A volte non ci resta che piangere», conclude il post. 

lunedì 1 ottobre 2012

San Marino tv. Rai pensaci tu / Tre milioni l'anno da viale Mazzini alla emittente del Titano. Incluso lo stipendio record del direttore Carmen Lasorella.

Articolo dell'espresso di giovedi 4 ottobre 2012


Di tutto e di più. E così la Rai paga anche la tv di San Marino. Sì, ogni anno più di 3 milioni  partono dall'Italia verso l'emittente della Repubblica, che di suo ci mette circa 900 mila euro.(...)
Molta acqua è passata sotto i ponti da quando Giulio Andreotti promise a San Marino -che aveva rinunciato a casinò e ferrovia-  una bella emittente televisiva. Arrivata poi nel 1991. 
"Solo che noi speravamo nell'autofinanziamento e invece siamo ancora impiccati ai soldi della Rai", dice Claudio Felici, dei democratici sammarinesi.  Lasorella un po' fa anche il parafulmine dello scontento. "L'impressione", prosegue Felici, "è che abbia usato l'emittente per un rilancio personale, impegnandosi più per riscattarsi che per far crescere la tv". Il suo partito, Psd, con un ordine del giorno approvato all'unanimità, ha impegnato il Governo a cercare partnersship strategiche per salvare l'emittente. Fermo restando che il Paese andrà a elezioni anticipate in novembre, dopo la crisi della maggioranza di centrodestra, e tutti ora pensano alla campagna elettorale  (...) 


mercoledì 4 luglio 2012

Rai, doppia fumata nera per il cda

Rai, doppia fumata nera per il cda


Salta anche il secondo voto
in commissione di Vigilanza:
riunione riconvocata domani


http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/461102/

giovedì 2 febbraio 2012

Tony Pagliuca, fondatore de Le Orme, scrive a Celentano: "Io pagai per andare a Sanremo"

da Affari Italiani


Tony Pagliuca, fondatore de Le Orme, scrive a Celentano: "Io pagai per andare a Sanremo"


LA LETTERA INTEGRALE
Caro Adriano, io sono Tony Pagliuca ex componente del le Orme, dal 1° Gennaio mi è stata tolto il Fondo solidarietà dei soci Siae un mensile di 615 euro era il mio unico sostegno economico sicuro e non so come andrò avanti con moglie insegnante precaria e due figli che studiano, mutuo prima casa ecc. Ma ora non protesto perché mi sento ancora libero e al fianco di tutti coloro che cercano un posto di lavoro onesto e perché ho fiducia nel futuro e confido nell’operato del presidente del consiglio Mario Monti che mi sembra una persona per bene. Ho pagato ancora a malincuore il canone Rai e mi permetto di dirti che se quest’anno vai a Sanremo cerca di rimanere nel tuo campo quello che ti ha dato il successo e cioè il canto, canta le tue belle canzoni partecipando magari anche tu alla gara. E se invece sentirai il prorompente bisogno di monologare allora raccontala giusta. Racconta che la cultura deve tornare a circolare libera nei suoi spazi e non deve essere mai più in mano alla casta della canzone. Racconta che ciò che si sente in radio e si vede in tv non è il meglio di ciò che la nostra bella Italia produce. Perché gran parte delle programmazioni sono al soldo delle case discografiche e dei grandi management S.p.a.
Racconta che nel nostro paese ci sono tanti giovani talenti che non trovano mai spazio e se lo trovano sono spremuti e gettati come limoni.Racconta, se permetti, che il sottoscritto pur avendo scritto delle pagine di musica rock progressive riconosciute in tutto il mondo, per partecipare in gara a Sanremo con il suo gruppo ha dovuto pagare 50 milioni di lire per Il parrucchiere mentre tanti altri concorrenti privilegiati non solo non hanno pagato niente ma sono stati loro pagati fior di quattrini per la loro prestazione. Racconta che tanti altri musicisti come il sottoscritto hanno cercato, rinunciando a facili guadagni, di elevarsi all’altezze dei grandi della musica producendo, in proprio, lavori di pregio che non si sentiranno in Rai e non si vedranno in TV a causa dei conduttori corrotti e se le loro opere non saranno conosciute non potranno di conseguenza fare il loro lavoro e cioè i concerti. E e se condurrai più di una serata: chiedi che Sanremo sia un concorso di giovani che studiano la musica non il cimitero degli elefanti. Chiedi infine di bonificare l’ambiente dagli spacciatori di droga, dai giornalisti corrotti, dai manager evasori e infine la mia preghiera non duettare con Madonna (il solo nome dovrebbe farti allontanare) e chiedi per Sanremo la benedizione di Benedetto XVI il papa ama la musica, l’Italia e vuole bene a tutti gli artisti.
Antonio (Tony Pagliuca) ...