Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle spese sostenute con la carta di credito aziendale. Il reato ipotizzato è quello di peculato.
L'iscrizione del giornalista è un "atto dovuto" legato a una serie di accertamenti che la Guardia di Finanza ha dovuto svolgere su ordine del procuratore aggiunto Alberto Caperna e ai documenti che sono stati acquisiti in queste ultime settimane. Gli uomini delle Fiamme Gialle a breve inoltreranno la relazione conclusiva al magistrato.
Minzolini potrebbe essere convocato a breve a piazzale Clodio per fornire chiarimenti al magistrato. L'inchiesta della procura ha preso il via da due esposti: uno presentato da un'associazione di consumatori, l'altro dall'Idv. Tra i documenti acquisiti tempo fa dai finanziari c'è anche la nota con cui la direzione generale della Rai aveva scagionato il direttore del Tg1 escludendo ogni violazione e qualificando come "spese di rappresentanza" quegli addebiti in più fatti con la carta aziendale tra il luglio del 2009 e l'ottobre del 2010.
La stessa Finanza ha acquisito anche gli originali relativi alle varie note spese e accertato che Minzolini ha restituito all'azienda più di 60mila euro in questi ultimi mesi per chiudere la vicenda.
L'iscrizione del giornalista è un "atto dovuto" legato a una serie di accertamenti che la Guardia di Finanza ha dovuto svolgere su ordine del procuratore aggiunto Alberto Caperna e ai documenti che sono stati acquisiti in queste ultime settimane. Gli uomini delle Fiamme Gialle a breve inoltreranno la relazione conclusiva al magistrato.
Minzolini potrebbe essere convocato a breve a piazzale Clodio per fornire chiarimenti al magistrato. L'inchiesta della procura ha preso il via da due esposti: uno presentato da un'associazione di consumatori, l'altro dall'Idv. Tra i documenti acquisiti tempo fa dai finanziari c'è anche la nota con cui la direzione generale della Rai aveva scagionato il direttore del Tg1 escludendo ogni violazione e qualificando come "spese di rappresentanza" quegli addebiti in più fatti con la carta aziendale tra il luglio del 2009 e l'ottobre del 2010.
La stessa Finanza ha acquisito anche gli originali relativi alle varie note spese e accertato che Minzolini ha restituito all'azienda più di 60mila euro in questi ultimi mesi per chiudere la vicenda.
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