giovedì 17 ottobre 2013

Brunetta torna ad attaccare Fazio: "5,4 mln per 3 ore e mezzo alla settimana?"


da Affari Italiani, il primo quotidiano Online:

http://www.affaritaliani.it/coffeebreak/brunetta-torna-ad-attaccare-fazio-141013.html

"E' vero che Fabio Fazio guadagnera' 5,4 milioni in 3 anni per 3 ore e mezzo di trasmissione alla settimana per 8 mesi l'anno?", scrive su Twitter Renato Brunetta. Dopo il breve ma intenso faccia a faccia in studio, l'esponente Pdl non molla sull'entita' dell'ingaggio di Fabio Fazio e annuncia di aver presentato un'interrogazione al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, "per sapere se le indiscrezioni sul rinnovo del contratto del conduttore Fabio Fazio corrispondano al vero". Il presidente dei deputati Pdl chiede in particolare "per quale motivo il direttore generale della Rai abbia ritenuto di discutere in Consiglio di amministrazione, con largo anticipo, il rinnovo di un contratto cosi' oneroso e soprattutto non in scadenza, e se il presidente e il direttore generale non ritengano opportuno chiarire la tipologia del nuovo contratto in esclusiva che lega Fabio Fazio alla Rai, che sarebbe in questi giorni alla firma della presidente Tarantola, e rendere noto, ufficialmente, l'ammontare del compenso triennale previsto per il conduttore genovese".
renato brunetta 02
"Il conduttore genovese", scrive Brunetta, "ha un contratto triennale con la Rai, con scadenza il 31 giugno 2014, che prevede un compenso di 2 milioni di euro annui. Nelle scorse settimane il direttore di Rai Uno, Giancarlo Leone, ha ufficialmente confermato Fabio Fazio e Luciana Littizzetto per la conduzione dell'edizione 2014 del Festival di Sanremo che, come consuetudine, andra' in onda nel prossimo mese di febbraio. Nella seduta del Consiglio di amministrazione della Rai dello scorso 1 agosto il direttore generale, Luigi Gubitosi, ha presentato un'informativa sul rinnovo triennale del contratto di Fabio Fazio dal 2014 al 2017. Il contratto, che prevede anche la conduzione di 'Che Tempo Che Fa', stabilirebbe una decurtazione del compenso del 10% rispetto al precedente accordo: da 2 milioni euro a 1.800.000 euro l'anno; tra l'altro, il nuovo contratto triennale che legherebbe Fabio Fazio alla Rai fino al giugno 2017, con un compenso per tre anni pari a 5 milioni e 400 mila euro, sarebbe proprio in questi giorni alla firma della presidente, Anna Maria Tarantola". L'esponente Pdl ritiene allora "quanto meno anomalo che il direttore generale Gubitosi proponga di discutere in Consiglio di amministrazione il rinnovo di un contratto che non e' in scadenza, ma che giungera' a termine addirittura a giugno del prossimo anno. Secondo notizie pubblicate dai principali organi di stampa, lo stesso Fabio Fazio - afferma ancora Brunetta - avrebbe imposto un rinnovo anticipato del contratto garantendosi una vera e propria blindatura e subordinando ad esso la conduzione del prossimo Sanremo. L'eventuale conferma di questa circostanza, si configurerebbe come una gravissima forzatura del conduttore nei confronti della Rai, poiche' Fabio Fazio risulta gia' legato contrattualmente alla Rai fino al giugno 2014, cioe' ben oltre il periodo di messa in onda della prossima edizione del Festival di Sanremo".
Rai/ Istanza Codacons a Corte conti-Agenzia Entrate compenso Fazio - Nella nota si dice anche che "quanto dichiarato da Fazio ieri e' assolutamente assurdo e falso, nessuno puo' impedire per contratto di rendere pubblici i compensi, soprattutto se chi riceve il cachet decide di dare comunicazione di quanto percepito. Inoltre, la segretezza di cui ieri ha parlato Fazio viene cancellata di netto dal Fisco, dal momento che le denunce dei redditi sono pubbliche", riferimento di Codacons e Associazione utenti radiotelevisivi al conduttore di Rai3 che ieri, nel corso di "Che tempo che fa" con ospite Renato Brunetta, non ha confermato i dati sul suo compenso Rai riferiti dal capogruppo Pdl alla Camera. "Il Dg della Rai Luigi Gubitosi va nella direzione contraria alla trasparenza che l'azienda deve ai cittadini, principali finanziatori attraverso il canone - proseguono Codacons e Associazione utenti radiotelevisivi - Se quindi Gubitosi non e' in grado di garantire tale trasparenza, farebbe meglio a dimettersi".

Post precedente sull'argomento:
5 MILIONI DI EURO? POSSIBILE GUADAGNARE TANTO FACENDO IL CONDUTTORE TELEVISIVO?

altri articoli sull'argomento:
AFFARI ITALIANI:
Fabio Fazio e il Capo della polizia
Stipendi Rai/ A Cappon 600mila euro per non lavorare, a Bruno Vespa 1,2 milioni

CORRIERE DELLA SERA:
Esplora il significato del termine: La polemica Brunetta-Fazio, la Rai e gli stipendi Denunce giuste e moralismi sbagliatiLa polemica Brunetta-Fazio, la Rai e gli stipendi Denunce giuste e moralismi sbagliati

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lunedì 14 ottobre 2013

5 milioni di Euro? possibile guadagnare tanto facendo il conduttore televisivo?

5 milioni di Euro? possibile guadagnare tanto facendo il conduttore televisivo? 


....e per di più di una Tivù di Stato (in crisi)

Fazio, ma davvero hai uno stipendio così alto???


http://video.corriere.it/brunetta-fazio-scontro-stipendi-rai/caa6d7dc-3443-11e3-8576-cc4920727ef2
Scontro verbale tra Fabio Fazio e Renato Brunetta a 'Che tempo che fa'. Il conduttore incalza l'ex ministro sui costi del salvataggio Alitalia, e Brunetta ribatte: "Se ne leggono tante, anche sul suo stipendio di cinque milioni...". "Io però i soldi alla mia azienda li faccio guadagnare", dice il conduttore, raccogliendo l'applauso del pubblico. L'esponente Pdl se la prende allora con la "claque", e batte sulla trasparenza degli stipendi in Rai. "Sono orgoglioso di restituire il 50% del mio stipendio alla collettività e di non avere alcuna denuncia per frode fiscale", replica Fazio, che conclude: "questo programma è pagato interamente dalla pubblicità". (RCD - Corriere Tv)


martedì 16 aprile 2013

Internet danneggia ....chi non ce l’ha


Internet danneggia chi non ce l’ha

Parla Robert Kahn, fra i creatori della Rete, oggi a Torino
ANNA MASERA
TORINO
«Anche i premi Pulitzer sono stati contaminati inesorabilmente da Internet». Robert Kahn, 74 anni, ingegnere informatico newyorkese, di Internet non è solo un pioniere, ne è “padre”: assieme a Vint Cerf inventò nel 1973 i protocolli “Tcp/Ip” (Transmission control protocol/Internet protocol), la tecnologia alla base del funzionamento della comunicazione online. Il prossimo giugno riceverà il primo «Queen Elizabeth Prize for Engineering»: un premio da 1,2 milioni di euro che dividerà assieme a Cerf, Tim Berners Lee, Marc Andreessen e Louis Pouzin, ingegneri «visionari». È arrivato alla fine di Biennale Democrazia a Torino per parlare oggi al congresso informatico Infocom, che si tiene al Lingotto fino al 19 aprile.  

Che cos’è Internet a quarant’anni dalla sua invenzione?  
«È quello che si vuole che sia. L’ho inventata per comunicare».  

La democrazia elettronica è un’utopia?  
«Finchè non è arrivata Internet non era immaginabile quanto quest’invenzione potesse facilitare l’accesso all’informazione da parte della gente; e come per tutte le grandi scoperte e imprese umane, può essere utilizzata a favore o contro l’umanità. Come viene usato questo sistema globale di informazione nella pratica è determinato dalla gente e può essere utilizzato pro o contro la democrazia. Certo che bisogna che si colmi il divario digitale tra chi può accedere alla Rete e chi no: negli Usa si stanno tentando diverse strategie per allargare la partecipazione, aumentare la competizione, rimuovere le barriere. Tutto questo fa parte di un discorso sociale più ampio, che riguarda il superamento delle diseguaglianze economiche. Tutti i Paesi alla fine dovranno prendere le decisioni più sensate per i loro cittadini».  

Qual è la natura della conoscenza nell’era digitale?  
«Internet abilita l’accesso all’informazione sotto forma di servizi. Internet potrebbe sfidare i governi a riconsiderare alcuni specifici nuovi sviluppi che potrebbero non essere adeguatamente affrontati dalle leggi esistenti. Cambierà il copyright, emergeranno sistemi di micropagamenti, si troveranno soluzioni per non dividere i cittadini digitali in serie A e B».  

Che cosa possiamo aspettarci dall’Internet del futuro?  
«I servizi di informazione di base su Internet sono il risultato della potenza dei protocolli e delle procedure che abilitano l’interoperabilità tra le diverse reti, computer, apparecchi e applicazioni di ogni genere. Man mano che sviluppiamo più applicazioni e integriamo più capacità avanzate all’interno di Internet, la sua funzionalità continuerà a espandersi. I servizi esistenti molto probabilmente miglioreranno e si aggiungeranno nuove capacità. Arriveranno modi più efficaci per coinvolgere più parti in discussioni di gruppo e nei processi decisionali, più passaggi dalla simulazione e virtualità alla creazione di eventi e artifatti reali, e ovviamente più utilizzi di applicazioni di tecnologie senza fili di ogni tipo. Il tema dell’identità diventerà sempre più importante, e la maggiore necessità di rivolgersi a Internet per l’accesso all’informazione significherà un accesso a molte più informazioni private di quanto non si volesse permettere al pubblico. Andando avanti, quindi, sarà sempre più delicata la gestione dell’identità. Ma a parte questo, secondo me la forza propulsiva maggiore per lo sviluppo e l’evoluzione di Internet nel futuro si troverà nelle menti creative e innovative dei suoi utenti. Lasciando spazio a un po’ di meravigliosa casualità». 



Articolo:
http://www.lastampa.it/2013/04/16/cultura/internet-danneggia-chi-non-ce-l-ha-E4lQG7NbJXca2OpzkgIJJI/pagina.html

giovedì 13 dicembre 2012

Salviamo il Festival di Sanremo per evitare di cadere nel ridicolo.....

Salviamo il Festival di Sanremo  per evitare di cadere nel ridicolo.....


Bastasse questo...... :-)

da
http://www.corriere.it/spettacoli/12_dicembre_13/salviamo-il-festival-di-sanremo-per-evitare-di-cadere-nel-ridicolo-aldo-grasso_0575fbe4-44f4-11e2-9d6d-6ccc8b2c8831.shtml

L'idea di far slittare la manifestazione canora per non disturbare le elezioni è semplicemente grottesca

Adriano Celentano nella scorsa edizione del Festival di Sanremo (LaPresse)Adriano Celentano nella scorsa edizione del Festival di Sanremo (LaPresse)
Salviamo il Festival di Sanremo, evitiamo di farci ridere dietro
da mezzo mondo e di perdere il senso del ridicolo.
L'idea di far slittare la manifestazione canora per non disturbare le elezioni è semplicemente grottesca.
In attesa che venga definita la data dell'Election day (17-18 oppure 24-25 febbraio), in Rai si sta valutando la possibilità di posticipare l'evento «per assolvere agli obblighi informativi di legge legati alla par condicio». L'assurda proposta è partita da Antonio Verro, consigliere di nomina Pdl, ex dirigente dell'Edilnord. La solfa è sempre la solita: gli show televisivi sono in mano ai professionisti dell'antiberlusconismo (da Luciana Littizzetto a Roberto Benigni) e quindi le elezioni potrebbero essere condizionate da qualche battuta irriguardosa o da una canzone la cui musica potrebbe suggestionare il voto.
Si fa molta difficoltà a pensare, per esempio, che negli Stati Uniti, durante il rush finale per l'elezione del presidente, vengano sospesi i più popolari show per assolvere gli obblighi informativi legati alla famigerata par condicio.
Sanremo è una festa popolare, la sconfitta delle élite culturali, delle minoranze autocompiaciute, di quelli che soffrono di mal di metafora, almeno da quando Ennio Flaiano, posando il suo sguardo sul Festival, ebbe a dire: «Non ho mai visto niente di più anchilosato, rabberciato, futile, vanitoso, lercio e interessato». Sanremo è una grande festa sgangherata e insieme una fiction che ogni anno racconta lo stato di salute del Paese, senza l'ambizione di rispecchiarlo. È una memoria che tutte le volte celebra il suo perpetuarsi. Avere paura del Festival di Sanremo significa avere paura della propria ombra: ombra di un rito fondativo, di una canterina sventatezza nazionale, di una coscienza identitaria. Se, pur fra mille polemiche, Sanremo resiste da più di cinquant'anni, qualcosa significherà pure.
Da cosa verrebbe sostituito Sanremo? Dai comizi dei politici, dalla tetraggine delle tribune elettorali, dai talk, da un tv che converte i convertiti e lascia perplessi i perplessi. In questi ultimi vent'anni le elezioni politiche sono sempre state precedute da questi rituali di grigiore, di parole in libertà, di promesse non mantenute. I risultati si sono visti: camminiamo allegramente sull'orlo del burrone. Proviamo invece a spingere le elezioni nell'alveo di ciò che sappiamo fare meglio: il canta che ti passa. Tanto peggio di così non può andare, magari, nel segno del Festival di Sanremo, andrà meglio.

martedì 27 novembre 2012

Scure Antitrust su yogurt e biscotti Punite le pubblicità ingannevoli


Scure Antitrust su yogurt e biscotti
Punite le pubblicità ingannevoli


 Slogan pubblicitari che confondono il consumatore, fuorviandolo da scelte consapevoli tra i banconi del supermercato. Lo afferma l'Antitrust che ha che ha comminato unasanzione da 340mila euro a Danone, Colussi, Galbusera per pubblicità ingannevole.
 
Uno yogurt prodotto dalla Danone induce all'acquisto i consumatori particolarmente preoccupati della carenza di calcio nella propria dieta alimentare: così, per pratica commerciale scorretta, il Garante della concorrenza ha deciso di comminare al colosso alimentare una sanzione da 180mila euro. La pubblicità del prodotto, si legge nell'ultimo bollettino dell'Autorità,"è in grado di falsare le scelte economiche di una fascia di consumatori sensibili alle tematiche salutistiche, particolarmente attente alle opportunità di risolvere con un alimento, la carenza di calcio paventata".


http://www.repubblica.it/economia/2012/11/26/news/scure_antitrust_su_yogurt_e_biscotti_punite_le_pubblicit_ingannevoli-47487866/

venerdì 16 novembre 2012

Rai, bilancio in profondo rosso nel 2012 perdite verso quota 200 milioni


Rai, bilancio in profondo rosso
nel 2012 perdite verso quota 200 milioni

 La Rai si avvia a chiudere il 2012 con uno sforamento nei conti che si aggira attorno ai 200 milioni di euro.....
 Un trend negativo determinato "principalmente dalla contrazione del fatturato pubblicitario (559 milioni di euro nel periodo considerato), in diminuzione di 114 milioni rispetto al 2011"

MA NON ERA UNA TIVU' PUBBLICA? 
CHE DOVEVA SOSTENERSI CON IL CANONE E NON FARE PUBBLICITA'?

Yahoo: Bilancio Rai 2012: un buco di 200 milioni di euro